Questa
mattina il sindaco di Bari Antonio Decaro, insieme agli assessori al Patrimonio
e ai Lavori pubblici, Vincenzo Brandi e Giuseppe Galasso, ha effettuato un
sopralluogo a San Pio con il presidente di ANCE Bari-Bat Beppe Fragasso e i
rappresentanti di Formedil Antonio Stolfa e Giuseppe Rafaschieri, nei locali
adiacenti alla sede dell’Accademia del cinema ragazzi in piazzetta Eleonora per
dar seguito all’impegno preso nelle scorse settimane con i residenti. Attraverso
un accordo con l'ANCE e con il suo organismo di formazione sarà possibile
avviare una formula assolutamente innovativa per coinvolgere i giovani del
quartiere e ristrutturare una serie di locali, tra cui un’ampia palestra e
altri spazi minori. L'ipotesi è avviare a San Pio un cantiere di formazione al
lavoro con i ragazzi che hanno proposto progetti per il riuso degli spazi. I
locali messi a disposizione dall'amministrazione comunale saranno così
ristrutturati nell'ambito di un progetto “cantiere-scuola” allestito e curato
da Formedil, rivolto ai giovani del quartiere, che, facendo attraverso un
percorso di formazione ed acquisendo
nuove competenze, contribuiranno a ristrutturare spazi abbandonati e
vandalizzati. Il Comune, invece, provvederà direttamente alla riqualificazione
dell’area esterna, con il campo di calcio e le zone limitrofe. “Siamo
consapevoli che in questo quartiere ci sono tanti problemi - ha commentato il
sindaco Decaro a margine del
sopralluogo- ma siamo altrettanto convinti che qui ci sono tante energie fresche, buone idee e molta voglia di
socialità. Avevamo fatto una promessa ai ragazzi e ai residenti che abbiamo
incontrato durante i sopralluoghi e vogliamo mantenerla, perché siamo convinti
che loro siano il miglior presidio di legalità e la speranza per il futuro di
questo quartiere e della città. Per questo, credo che il progetto del
cantiere-scuola di San Pio possa essere solo il primo esempio di una lunga
esperienza. Stiamo provando a tenere insieme cittadinanza attiva, riqualificazione
dei beni pubblici che diventano davvero 'beni comuni', aggregazione giovanile e
una rappresentanza importante di responsabilità sociale dell'impresa. Siamo di
fronte a un mix che può dare risultati importanti en può da San Pio essere da
esempio per tutti i baresi. Non vedo l'ora di visitare il cantiere dove i
ragazzi avranno la possibilità di imparare un mestiere e soprattutto dove si
cimenteranno in prima persona con la ristrutturazione degli spazi che diventeranno la casa delle loro
attività".
sabato 2 aprile 2016
MOSTRA OLTRE IL PAESAGGIO NELLA GALLERIA SPAZIOGIOVANI
Si
inaugura domani, sabato 2 aprile, alle ore 18.30, presso la galleria comunale
Spaziogiovani, in via Venezia 41, la mostra personale “Oltre il paesaggio”
dell'artista Erasmo Stano. L'artista si esprime con un linguaggio fatto di
colori e forme ricercando una nuova sintesi pittorica nel rispetto delle
vecchie mode da cui si distacca rompendone i modelli in auge con soluzioni
inusitate e brillanti. Alla ricerca di risposte ai quesiti della vita e
dell'arte, crede che bisogna conciliare le capacità individuali con le tecniche
a disposizione, inventandone altre, rispondenti alle proprie affinità e capaci
di trasformare gli eventi in sonorità, canti e sinfonie.
La
mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile tutti i giorni fino al 10 aprile
negli orari: 10.00/12.00 - 17.00/20.00
AGROALIMENTARE: FRANTOI COSTRETTI A STOCCARE L’OLIO DI OLIVA COME SE FOSSE PETROLIO
Il
sottosegretario all’Interno Bocci risponde all’interrogazione del Movimento 5
Stelle che continua a chiedere norme chiare e procedure semplificate per
sostenere il made in Italy e le eccellenze agroalimentari. “Il vigente quadro
normativo vede i depositi e le rivendite di liquidi combustibili, di qualsiasi
derivazione e di capacità geometrica complessiva superiore a 1 metro cubo,
assoggettati ai controlli e agli adempimenti di prevenzione incendi previsti ai
sensi del punto 12 dell’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica
n. 151/2011”. In pratica, sulla certificazione per la prevenzione incendi degli
impianti di stoccaggio dell’olio di oliva, i frantoiani devono comportarsi come
se stessero conservando una sostanza di origine petrolifera, nonostante le
differenti caratteristiche chimico-fisiche del cosiddetto “oro verde”. A
confermarlo il sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci che ha risposto in
Commissione Agricoltura della Camera all’interrogazione parlamentare del
Movimento 5 Stelle. “Chiedevamo al Ministro se e quanto sarebbero state emanate
specifiche regole tecniche o linee guida ad hoc per la prevenzione incendi
degli impianti di stoccaggio degli oli di origine vegetale, difficilmente
assimilabile a quelle previste per gli altri depositi di liquidi infiammabili o
combustibili – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S
in Commissione Agricoltura Montecitorio – Purtroppo, in merito, non abbiamo
ottenuto alcuna risposta, tantomeno una tempistica certa. Temiamo che questa
mancanza normativa continuerà a comportare oneri eccessivi, soprattutto ai
piccoli frantoi la cui attività è limitata a pochi mesi l’anno, con
ripercussioni sulla competitività delle nostre produzioni. Se vogliamo tutelare
davvero il made in Italy e le nostre eccellenze agroalimentari, quale è il
nostro olio – conclude L’Abbate (M5S) – dobbiamo rendere la legislazione più
snella e appropriata, con norme chiare e procedure semplificate, senza
rinunciare ovviamente alla pubblica incolumità”. Sulla questione, inoltre, è
attualmente al Senato il Collegato Agricoltura che “stabilisce l’innalzamento a
sei metri cubi di capacità della soglia di assoggettamento dei depositi di olio
di oliva agli obblighi di prevenzione incendi, al pari di quanto già previsto
per i depositi di prodotti petroliferi – ha dichiarato il sottosegretario Bocci
– una misura che consente di realizzare un equo contemperamento tra l’esigenza
prioritaria di mantenere un elevato standard di tutela della pubblica
incolumità e l’obiettivo perseguito dai frantoiani di ridurre gli oneri
burocratici e finanziari a loro carico. Un passo avveduto, quindi, nella
direzione auspicata dal M5S e dalle stesse associazioni di categoria”. Ma che,
a conti fatti, non agevola concretamente un percorso di sburocratizzazione del
comparto, dove l’olio di oliva continua ad essere equiparato ai prodotti
petroliferi.
venerdì 1 aprile 2016
Novità chirurgia plastica: orecchie ad ansa (a ventola), in arrivo un nuovo metodo mini-invasivo per correggerle
Nuova tecnica mini
invasiva per correggere le orecchie ad ansa. È una delle novità di cui si è
parlato al 4° congresso Aicpe che si è svolto a Firenze. A presentarla è stato
l’inventore della metodologia Norbert
Kang, chirurgo plastico al Royal Free Hospital di Londra: «Ho iniziato circa 15
anni fa a mettere a punto un nuovo metodo per correggere le orecchie ad ansa:
così sono riuscito a mettere a punto un dispositivo funzionale, che consente di
eseguire l’intervento in modo semplice e senza convalescenza» ha detto Kang. Si
stima che l’1-2% della popolazione (100 milioni in tutto il mondo) sia affetto
da orecchie prominenti: «Una problematica che può avere un notevole impatto
psicologico sulla vita della persona coinvolta, che spesso si sente insicura
del proprio aspetto, viene presa in giro o è vittima di bullismo, rischiando
così di perdere la fiducia in se stesso. Un disagio che riguarda anche i
bambini» afferma il segretario di Aicpe, Pierfrancesco Cirillo. La novità si
chiama EarFold ed è un prodotto innovativo per correggere le orecchie ad ansa,
con o senza simmetria, adatto per adulti e bambini a partire dai 7 anni d’età.
«Il nuovo dispositivo medico consente di creare una nuova piega dell’antelice o
di accentuare la piega esistente dell’orecchio umano correggendo quindi la
prominenza dell’orecchio e riducendo la sofferenza psicologica del paziente –
ha spiegato il suo inventore, Norbert Kang -. Non c’è bendaggio dopo
l’intervento, i risultati sono prevedibili e le complicazioni del post
operatorio ridotte». Un altro vantaggio di earFold è che il paziente può
decidere, davanti a uno specchio, la forma che desidera per le proprie orecchie.
«Spesso il risultato che il paziente desidera ottenere è diverso da quello che
vorrebbe il chirurgo – ha detto ancora Kang -. Grazie a un particolare
dispositivo, chiamato Prefold, Il paziente può vedere il risultato prima e deci
dere se e come modificare la forma delle orecchie». Gli interventi tradizionali
fino ad ora utilizzati per correggere le orecchie ad ansa prevedono un tempo
chirurgico che ha una durata di circa 1-2 ore e in tutti i casi bisogna
indossare un turbante per quattro giorni, mentre il dolore dura uno o due
giorni. In ogni caso anche per earFold è importante una severa selezione del
paziente e in alcuni la chirurgia classica è inevitabile. Il dispositivo medico
earFold è da poco stato acquisito dall’azienda farmaceutica Allergan e al
momento è utilizzato soprattutto in Gran Bretagna. In Italia sarà disponibile
nei prossimi mesi.
AICPE. L'Associazione
Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), l’unica in Italia
dedicata esclusivamente alla chirurgia estetica, è nata nel settembre 2011 per
dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e
rappresentanza. Ad AICPE hanno aderito oltre 270 chirurghi in tutta Italia:
oggi è una delle tre società di chirurgia plastica estetica più grandi d’Europa
ed è gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la
più importante società di chirurgia estetica al mondo,. Membri Aicpe possono
essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione
in chirurgia plastica estetica, accomunati da un codice etico comportamentale
che li distingue dentro e fuori la sala operatoria. L'associazione ha elaborato
e pubblicato le prime Linee Guida del settore, consultabili sul sito internet,
che stabiliscono i fondamentali parametri operativi dei principali interventi.
Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici: disciplinando
l'attività professionale con riferimento sia all'attività sanitaria, sia alle
norme etiche; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali,
scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo;
promuovendo la preparazione culturale e scientifica.
Il BBT Jazz Trio sabato a La Tela . Il 2 aprile, nell’osteria sottratta alla criminalità organizzata a Rescaldina, un programma di standard jazz e classici rivisitati. L’ingresso è libero
Tra standard jazz e
classici della musica italiana rivisitati: sarà il BBT Jazz Trio il gruppo
ospite per il concerto di sabato 2 aprile alla Tela di Rescaldina. Sul palco
dell’osteria del buon essere (strada Saronnese, 31) saranno di scena Gianni
Binaghi (sax tenore e soprano), Marco Brambilla (contrabbasso) e Nicola Tacchi
(chitarra). Provenienti da diverse esperienze musicali accomunate dallo studio
e dalla pratica del Jazz, il BBT trio si è formato recentemente.
Gianni Binaghi inizia gli studi di teoria, solfeggio e composizione con il clarinettista Roberto Meroni. Partecipa ai seminari di Umbria Jazz, frequenta i corsi avanzati di improvvisazione jazz con il M° Max De Aloe e studia sassofono con il maestro Felice Clemente. Ha maturato diverse esperienze musicali che lo hanno portato a suonare a Berlino, Lipsia e Dresda con la “Kanzonaccio Band”. Ha suonato per diversi anni con la “Blue River Big Band”, con l’ “Orchestrina del Suonatore Jones” e con alcune formazioni dixieland. Ha partecipato al Gallarate Jazz festival del 2014 con il “Francesco Donaggio Quintet”.
Marco Brambilla,
contrabbassista, compositore e insegnante. Da anni svolge attività didattica di
basso elettrico, contrabbasso, chitarra e musica d’insieme. Come compositore
realizza la colonna sonora di “Idro il viaggiatore”, trasmesso su RAI 5, oltre
a pubblicità e video promozionali. Con il trio jazz “OzRobù Trio” pubblica due
album, il secondo, “Gravity Train” con ospite Javier Girotto per l’etichetta
Abeat records. Svolge un’intensa attività live spaziando tra differenti generi
musicali, esibendosi in numerosi festival con artisti nazionali e
internazionali.
Nicola Tacchi studia
chitarra classica sotto la guida del Maestro Giuseppe Mazzei e partecipa a
svariati recital chitarristici; parallelamente coltiva sulla chitarra elettrica
l'interesse per il rock. In seguito frequenta diversi corsi e seminari jazz. Da
anni svolge attività didattica presso il Centro Espressione Musicale di
Gallarate. Nel 2001 registra, lavorando agli arrangiamenti “Lettere dal
Bagnasciuga”, album del cantautore Antonio Turconi, edito dalla Abeat records.
Insieme a Roberto Vielmi, Angelo Corvino, e Michele Tacchi realizza il progetto
tra musica e teatro “Se la guerra poi adesso cominciamo a farla noi” e in
seguito un tributo al gruppo rock inglese Radiohead. Nel 2015 registra il nuovo
album “ Pixel” con il vibrafonista Marco Bianchi.
Inizio concerto alle
21.30. L’ingresso è libero
La Tela è un bene
sequestrato alla criminalità organizzata, affidato al Comune di Rescaldina e
gestito dalla Cooperativa ARCADIA insieme con altre associazioni del
territorio. È diventato ristorante e centro di aggregazione e di promozione
sociale e culturale.
Info: Osteria sociale
del buon essere “La Tela” Strada Saronnese, 31 Rescaldina (MI)
cell. 328 6845452
Facebook: https://www.facebook.com/osterialatela/
La narrativa italiana degli anni zero: due incontri con Giorgio Vasta all’Università del Salento
Due incontri con
Giorgio Vasta, scrittore tra i più interessanti e apprezzati nel panorama della
narrativa italiana contemporanea. Attivo anche come operatore culturale, Vasta
ha pubblicato nel 2008 “Il tempo materiale”, un romanzo visionario e crudele
nel quale si ripercorrono i fatti tragici del 1978 (il terrorismo armato, il
rapimento e l’uccisione di Aldo Moro) attraverso le gesta di tre adolescenti
palermitani. I seminari si terranno a Lecce il 6 aprile (ore 11-14, aula SP2) e
il 7 aprile (ore 9-11, aula SP6). Per informazioni:
fabio.moliterni@unisalento.it
Giorgio Vasta (Palermo,
1970) ha pubblicato il romanzo Il tempo materiale (minimum fax 2008, tradotto
in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Olanda, Spagna, Ungheria, Repubblica
Ceca, Stati Uniti e Inghilterra, selezionato al Premio Strega 2009, finalista
al Premio Dessì, al Premio Berto e al Premio Dedalus), Spaesamento (Laterza
2010, finalista al Premio Bergamo, tradotto in Francia), Presente (Einaudi 2012,
con Andrea Bajani, Michela Murgia, Paolo Nori). Ha curato diverse antologie tra
le quali, sempre per minimum fax, Anteprima nazionale. Nove visioni del nostro
futuro invisibile (2009). Collabora con la Repubblica, con il Sole 24 ore e con
il manifesto, e scrive sul blog letterario minima&moralia. Nel 2010 ha
vinto il premio Lo Straniero.
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